Nota: Antonello Borra
Considerazioni su una poesia di Patrizia Cavalli
All'interno del composito scenario della poesia italiana degli ultimi vent'anni la voce di Patrizia Cavalli Ë una delle pi interessanti. I suoi primi tre libri, Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), Il cielo (1981) e L'io singolare proprio mio (1992), sono raccolti da Einaudi in volume unico per la serie ´Collezione di Poesiaª.
Uno dei motivi di particolare interesse della poesia della Cavalli si trova in una costante, una certezza che opera nel sottofondo, nel pre-testo di ogni componimento. Questa consapevolezza, che Ë allo stesso tempo una chiave di lettura e una ragione di scrittura, ci Ë data da subito, dal testo che apre l'edizione Einaudi e che, non a caso, forniva anche il titolo alla prima raccolta pubblicata.
Anche se non particolarmente seducente a prima vista, questa poesia Ë un vero e proprio manifesto di poetica ed un piccolo gioiello di smaliziata tecnica versificatoria camuffata da apparente semplicitý discorsiva. Oltre alla rima baciata mondo/rispondo, nascosta - come spesso accade nei testi della Cavalli - all'interno del verso successivo, si puÚ notare l'interna simmetria ritmica quando si legga non lasciandosi guidare dalla disposizione tipografica dei versi, che in questo caso diventerebbero soltanto quattro, identici a due a due per valore ritmico. Se, come credo, la prima pausa si dovrebbe fare dopo ´certoª, e ´le mie poesieª va letto naturalmente con il verso successivo in entrambe le strofe, ci troviamo ad avere ´le mie poesie non cambieranno il mondoª ripetuto due volte e fatto seguire a due novenari, uno piano e uno tronco con diversa disposizione degli accenti tonici. Quel ´sϪ del novenario tronco costituisce il perno ritmico e semantico di tutto il testo. Il suo valore assertivo Ë ancora pi marcato dal confronto che si instaura tra il verso ´Qualcuno mi ha detto che certoª e ´Io rispondo che certo sϪ dove la struttura ritmica, come il significato, sono speculari ma non identici. L'affermazione ´le mie poesie non cambieranno il mondoª Ë la stessa nella struttura ed anche nel suo significato ultimo sia per il ´Qualcunoª che per chi dice ´ioª. La differenza sottile Ë nascosta in quel ´sϪ che per il linguaggio quotidiano dovrebbe essere un ´noª. Normalmente in italiano per confermare una negazione si usa una doppia negazione; l'introduzione del ´sϪ puÚ generare o ambiguitý sul valore della conferma o, come io credo in questo caso, essere una perentoria affermazione della veritý della proposizione di partenza. Quindi per l'io lirico Ë vero che le sue poesie non cambieranno il mondo, e questa constatazione Ë espressa con uno scarto minimo ma deciso dal linguaggio quotidiano, nonostante tutte le altre somiglianze con esso ribadite a pi livelli nel componimento.
Ed Ë sempre e comunque in questo scarto minimo dalla lingua di tutti che si gioca la scommessa di tutta la lirica di Patrizia Cavalli. Come si Ë detto, questa poesia Ë un manifesto programmatico, esprime una consapevolezza che sta alla base della scrittura e della sua ricezione allo stesso tempo. Affermare in modo perentorio che dalla poesia non ci si puÚ aspettare alcuna funzione salvifica o capacitý di intervenire sulla realtý non vuol dire soltanto chiudersi a tutto quanto esorbita da un'autocontemplazione un po' narcisistica, che Ë comunque spesso presente nelle poesie della Cavalli. Rivendicare l'irrilevanza pragmatica della propria scrittura, e della letteratura in genere, Ë prima di tutto una dimostrazione di umiltý intellettuale, espressione, tragica se si vuole, di chi non sta a farsi illusioni perchÈ consapevole di quelli che sono ora pi che mai il ruolo e l'importanza sociale della poesia. Al contempo perÚ, significa anche ritagliarsi un immenso spazio di libertý espressiva in cui poter far rientrare il narcisismo, il gioco, lo scherzo e pure la pi incomunicante idiosincrasia, tutte componenti, queste, ben presenti nei testi della Cavalli.
n quattro-cinque, maggio 1996
Bollettino '900 - Electronic Newsletter of '900 Italian Literature